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Origine del centro storico di Genova
Si ipotizza, nel sito che ospiterà Genova, una prima presenza di Liguri tra
il tardo VI sec. a.c. e il III sec. a.c. Si tratta di una antichissima
società diffusa in tutta la Liguria la cui cultura si esaurisce
contemporaneamente al crescente potere della collettività costiera genuense
intorno al II sec. a.c.. In questo contesto si inserisce l’origine dell’Oppidum
Genuate che vede l’influenza di Roma perdurare fino il III sec. d.c.
attraverso le forme giuridiche del foedus equum e successivamente del
municipium.
La conformazione naturale del territorio e l’insistente presenza del
libeccio non facilita lo sviluppo di una configurazione ben determinata
dell’insediamento preromano, che comincia ad assumere una propria identità
con l’organizzazione pur frammentaria dell’area dell’oppidum genuate,
situata sulla collina di Castello (affacciata a sud-est del porto naturale)
e su quella di Sant’Andrea, appena più arretrata e sede dalla prima
necropoli.
E’ interessante sottolineare lo sviluppo dell’organizzazione del territorio
in ambito romano, che utilizza l’applicazione del raggio dei mille passus
(circa 1480 m.), ovvero la distanza militare, contata a partire dal mercato
(forum) di S.Giorgio, che suddivide i beni urbani (civitas e castrum) da
quelli rustici (suburbium).
Da questo tipo di suddivisione a fasce semicircolari concentriche deriva
l’assetto territoriale medioevale.
Nel corso dei secoli successivi Genova comincia ad assumere una fisionomia
più precisa. Già nel IV sec. si ipotizza la presenza di una cattedrale che
confermerebbe l’esistenza di una civitas, poi identificabile, nel VI sec.,
in un vero e proprio centro mercantile.
Nel 641, sappiamo che Genova viene attaccata dall'esercito del longobardo
Rotari, il quale distrugge le mura, saccheggia e brucia la città. Ma Genova
si riprende velocemente: ricostruisce la cinta muraria, riprende i traffici
e la sua autonomia viene rispettata per tutto il periodo di dominio
longobardo e per il successivo periodo franco.
Secolo XI - XI Century
Dopo un periodo anonimo, è soltanto dal IX sec. che, sui resti d'un piccolo
e spopolato nucleo longobardo, Genova rinasce faticosamente: inizia una fase
di espansione della città ancora attualmente riconoscibile.
Il ritorno della popolazione, la ricostruzione febbrile delle case e delle
chiese rende urgente innalzare una cinta di mura che fosse in grado di
proteggere la civitas.
Successivamente, nel X sec., l’insediamento del vescovo Teodolfo nel castrum,
dà un ulteriore avvio alla nuova vitalità della città.
Il territorio attorno ad essa e fra le due valli del
Polcevera (ad ovest) e del Bisagno (ad est) appare organizzato su una
cintura di "curie" e "domoculte", prima del vescovo e poi dei suoi vassalli,
che si collegano, all'immediata periferia, con le terre dei grandi monasteri
di San Siro e di Santo Stefano.
A livello di organizzazione giuridica, nel 958 il diploma concesso da Re
Berengario II dà piena libertà giuridica alla collettività, garantendo il
possesso delle proprie terre nella forma di signorie fondiarie. Ciò avvia un
processo che porterà alla fine del X sec. alla costituzione della compagna
communis.
La riduzione dell’attività marinara dovuta alla pesante presenza araba lungo
le coste conduce ad una crisi tra il sec. X e XI che porta al ritorno
all’attività agricola e consequenzialmente ad un contrasto per il predominio
fondiario tra i visconti (pars publica) e il vescovo (nel castrum) che tende
a monopolizzare il potere cittadino. Contemporaneamente si assiste
all’emergenza di ceti popolari legati ad attività marittime e commerciali.
La necessità di una pacificazione generale e della costituzione di un
governo sfocia con la formazione di compagne rionali (organismi
militar-mercantili) che costituiscono una compagna communis (1099), di
durata quadriennale, che accoglie, oltre al vescovo, individui provenienti
da ogni ceto in funzione della loro residenza cittadina.
Secolo XII -
XII Century In questo secolo
assistiamo a una rapida trasformazione della società feudale in una nobiltà
mercantile e guerriera che acquista sempre più potere grazie alle frequenti
conquiste d’oltremare. Si comincia quindi ad avvertire maggiore necessità di
revisione della situazione urbanistica di una città caratterizzata da grande
crescita demografica ed economica.
Per sopperire a queste nuove esigenze vengono edificate la Ripa maris (1133)
e, sotto la minaccia dell’impero bizantino (il Barbarossa), le nuove mura
(1155-63).
La Ripa costituisce un’infrastruttura commerciale marittima pubblica che
sotto il profilo urbanistico testimonia uno scavalcamento della cinta del IX
secolo confermato dalla nuova divisione della città (1130-34) in due sole
grandi aree suddivise in sette e poi otto compagne rionali: 4 compagne
civitas e 3-4 compagne burgi.
La presenza di una società sempre più privatistica e frantumata e il
crescente peso finanziario delle imprese oltremare porta all’esaurimento
della struttura istituzionale della compagna communis (1191) che aprirà la
nuova età dei podestà, in cui il potere passa dalle mani della collettività
ad un unico individuo straniero.
Secolo XIII - XIII Century
L’età del podestà si affaccia su una città sempre più frammentata, divisa
tra gli interessi delle due diverse fazioni, guelfa e ghibellina, per tenere
a bada le quali per ordine del podestà, vengono nominati due capitani del
popolo: uno per le compagne di città e uno per quelle di borgo.
Pur in questa situazione di disordine, culminata col tumulto degli
artigiani, appoggiati da nobili ghibellini, in cui viene nominato Guglielmo
Boccanegra primo capitano del popolo, e proseguita con nuovi capitani che si
trovavano ad affrontare le fresche divisioni dei due maggiori gruppi
nobiliari (Doria-Spinola e Fieschi-Grimaldi), Genova vede crescere la
propria egemonia marittima.
Si assiste quindi ad una crescita vertiginosa dell’intensità degli scambi
che causa un’orientazione degli interessi sempre più rivolto alle strutture
portuali. Ciò determina la formazione di una vera e propria cultura
urbanistica che si manifesta con la costruzione della Darsena a Prè e la
fortificazione a ovest di Porta dei Vacca (1312).
E’ proprio nell’ambito di questa nuova questione portuale che viene
istituita una magistratura con compiti di gestione urbanistica sia della
zona del porto che dell’intera città.
Secolo XIV - XIV Century
La florida situazione economica di Genova unita alla sua debolezza
istituzionale rendono la città maggiormente in balia della volontà di
conquista degli altri stati, che viene arginata tramite un avvicendamento di
protettorati tra i quali si ripetono alternativamente quelli di Francia e di
Milano.
Dal 1339 viene istituito il dogato perpetuo con Simone Boccanegra e si
assiste alla sostituzione dei vecchi ceti dominanti che si ritirano nei
feudi esterni, con il nuovo partito dei "cappellazzi" costituito dalla
grande borghesia mercantile.
In questo contesto, per difendersi da continui assedi di potenze esterne, si
edificano le nuove mura in due tempi 1320-27 e 1347-1350 arrivando a
comprendere tutta quell’area che era identificata sin dai tempi dei romani
nel raggio dei mille passi.
Si assiste in questo periodo ad una ulteriore suddivisione delle compagne
della città in ambiti minori denominati "conestagie".
La città comunque continua ad essere caratterizzata da un clima estremamente
fazioso che si manifesta addirittura nello sviluppo urbanistico costituito
da una fitta rete di piazzeforti parentali munite di torri collegate da
viali facilmente sbarrabili e controllabili.
Secolo XV - XV Century
In questo periodo si conferma una struttura sociale e topografica che trova
la sua antica origine nei consorzi medievali e che comincia già a delinearsi
nel secolo precedente: quella degli "Alberghi nobiliari".
Gli Alberghi costituiscono una sorta di alleanza sociopolitica e di comune
controllo delle contigue proprietà immobiliari. Sono formati da individui
che abbandonano il cognome originario per assumere, insieme a insegne e
privilegi, quello della famiglia principale.
All’inizio di questo secolo inoltre, viene istituita nel Palazzo di
S.Giorgio, costruito da Simone Boccanegra come sede di governo, la casa di
S.Giorgio, assemblea dei creditori dello Stato e punto di riferimento degli
interessi privati che sostituirà le deboli istituzioni pubbliche nel
controllo della sicurezza collettiva.
Secolo XVI - XVI Century
Dopo anni di epidemie e carestie nel 1528 Andrea Doria si impadronisce di
Genova cercando di dare l’avvio ad una situazione istituzionale più definita
proponendo una classe di governo composta dalla vecchia e dalla nuova
nobiltà. Inoltre si allea con gli spagnoli in termini fondamentalmente
finanzieri dando l’avvio ad una vera politica finanziaria capitalistica
basata su cambi e prestiti, tanto che nel 1576 vengono aboliti gli Alberghi
e la base di accesso al governo diventa il censo.
Proprio a causa del potere economico-finanziario dei banchieri e degli
armatori genovesi, questo periodo, che vede il passaggio dal Comune alla
Repubblica Oligarchica, viene denominato "il secolo dei genovesi".
Nel 1536 inizia la ristrutturazione della cinta muraria che avrebbe potuto
garantire la possibilità di una oculata espansione e riorganizzazione
urbanistica.
Invece per tutto il secolo gli interventi in città derivano da iniziative
quasi meramente private di ristrutturazione di palazzi o piazze nobiliari
più che per risoluzione di problemi pubblici come per esempio la viabilità
(tracciamento Strada Nuova, ristrutturazione Palazzo Ducale e piazza
Banchi).
Questa situazione ci è testimoniata dalle numerose suppliche ai Padri del
Comune (figure responsabili della gestione urbanistica della città, derivate
dalla vecchia magistratura del porto del XIII secolo) da parte di cittadini
per richiedere interventi della magistratura urbanistica.
Secolo XVII - XVII Century
In questo secolo assistiamo ad un forte tentativo di tutta la nobiltà di
unirsi nella riscoperta dello stato per garantire la sicurezza di una
collettività sempre più indifesa nel panorama dello scontro tra Spagna e
Francia.
Proprio nell’ottica di difesa della propria autonomia, anche in caso di
definitiva rottura con l’alleato spagnolo, e grazie all’impegno finanziario
pubblico unito a quello privato di nobili e dei ceti subalterni, vengono
costruite le nuove mura (1626).
Altra grande opera pubblica realizzata per risolvere una volta per tutte il
problema della difesa del porto dalle tempeste di libeccio, è il Molo Nuovo,
anche se ormai il traffico portuale è in netto calo.
Da un punto di vista dell’organizzazione urbanistica interna alla città,
dopo la costruzione di Via Balbi (1602-1613), la città sembra aver raggiunto
una certa stabilità che ci è testimoniata dal rilievo tecnico della città
tardomedievale voluta dai Padri del Comune nel 1656.
Nella seconda metà del secolo però ci troviamo di fronte ad un fenomeno
nuovo di incremento demografico di basso ceto, legato per esempio alle
immigrazioni dalle montagne circostanti.
Questo fatto provoca una nuova ondata di iniziative private, che altera
l’assetto originario dell’edificato il quale risulta sempre più stratificato
verticalmente e orizzontalmente, e la nascita delle case da mezzani cioè da
affittarsi piano per piano.
Nel 1684 il bombardamento navale di Luigi XIV, che distrugge intere zone da
Banchi a Castello e tutta la collina di S.Andrea, dà origine a interventi
più pianificati (per esempio zona Ravecca e del colle) ma comunque
frammentari.
Secolo XVIII - XVIII Century
Si fa sempre più grave in questo secolo il problema della caduta dei salari
e dell’aumento dei prezzi e degli affitti causato dal pesante inurbamento di
masse contadine in cerca di alloggi e difficilmente inseribili nella
produttività della città.
Ancora una volta però alla necessità di una oculata politica urbanistica di
riorganizzazione della viabilità per favorire un’espansione fuori le mura si
risponde con interventi ancora a favore dei ceti dominanti e dell’aspetto
esteriore della città.
Alla fine di questo secolo nel 1797 assistiamo inoltre alla caduta
definitiva della Repubblica Oligarchica e all’inizio della Repubblica
Democratica Ligure voluta da Napoleone su modello francese.
Secolo XIX e XX - XIX e XX Century
Nel 1805 Napoleone, proclamatosi Re d’Italia e Imperatore di Francia, unisce
la Repubblica Ligure al suo regno.
Prosegue così un periodo di riforme istituzionali e civili e di
provvedimenti riguardanti l’organizzazione del territorio anche se
contemporaneamente si assiste ad un rallentamento dell’attività economica
marittima.
Dopo la sconfitta di Napoleone, il Congresso di Vienna priva nuovamente
Genova della propria autonomia annettendola al Regno di Sardegna.
In questo periodo in cui la situazione economica continua ad essere
stagnante, si assiste ai primi interventi di speculazione che trasformano
edifici medievali in case d’affitto modeste, inoltre i proprietari più
ricchi si trasferiscono fuori dalle mura.
Verso la metà del secolo grazie ad attenti interventi politico
amministrativi del Regno di Sardegna, la città ha una forte ripresa
economica testimoniata dall’espansione urbanistica borghese fuori dalle
mura.
La storia della città a questo punto è legata alla storia dell’Italia unita.
L’espansione urbanistica arriva ad interessare le zone limitrofe al comune
fino alla costituzione nel 1926 della cosiddetta "Grande Genova" del regime
fascista.
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